lunedì 13 agosto 2007

Rapporto sull' integrazione in Svizzera

Finora in Svizzera le problematiche relative all 'integrazione degli stranieri si manifestavano unicamente nei singoli settori, come per esempio, lavoro, formazione professionale, scuola,ecc.
Nel gennaio 2005,il Capo del Dipartimento federale di giustizia e polizia (CFGP) ha incaricato l'Uffico Federale della migrazione (UFM) di stendere una indagine sullla situazione attuale in tutti i settori,mettendo in evidenza i problemi e le necessità d' intervento in materia d' integrazione. Sono stati quindi attivati gli uffici federali interessati ed anche i Cantoni che sono stati associati per i vari settori alla stesura del Rapporto (luglio 2006 ).
Il rilevamento dei fatti e delle cause che possono determinare lo stato dell' integrazione degli stranieri in terra elvetica è stato molto richiesto da diverse parti ( organi ed associazioni cantonali, comitati di assistenza, gruppi di stranieri delle varie nazionalità, studiosi di settore,ecc.),proprio perchè in questi ultimi anni sono intervenuti diversi cambiamenti sulla consistenza e tipologia della popolazione straniera ( nuovi e vecchi gruppi di emigrati) come pure sul quadro giuridico della politica integrativa ( disposizioni legali a livello nazionale , cantonale e comunale.
Non è da trascurare il fatto che oggi la popolazione straniera presente in Svizzera raggiunge 1 milione e mezzo di persone ,pari al 21,8 % ,percentuale molto elevata in confronto agli altri Stati europei. Tra di essi - quelli aderenti all' UE e quelli inseriti nell' AELS - soltanto Lussemburgo,Liechtenstein,Estonia e Lettonia presentanto tassi così elevati.
In generale, considerando la coabitazione per lo più pacifica tra cittafini svizzeri e stranieri,si può dire che l 'integrazione è riuscita nei diversi settori esaminati dal Rapporto. Certo permangono problemi che vanno ben definiti e per i quali vanno proposti adeguati interventi,come cerca di fare l'attuale Rapporto dell' Uffico federale della migrazione nelle tre parti di cui si compone .
La prima parte, dedicata alle cosidette " Basi ", presenta un aggiornato quadro giuridico della politica integrativa per la quale vengo o illustate finalità e competenze.Si presentano anche gli strumenti disponibili per il promuovimento dell' integrazione a livello federale,cantonale e comunale.
Nella seconda parte, dedicata ai " settori dell 'integrazione", in base ai dati, ai fatti ed alle conoscenze disponibili, il Rapporto presenta la situazione per qwuel che concerne l' integrazione nei settori fondamentali come scuola, formazione professionale,mercato del lavoro,sicurezza sociale,sanità,lingue, abitazione e sviluppo nei quartieri,partecipazione alla vita sociale,implicazione nei procesi decisionali e naturalizzazione,religione e cultura,sicurezza, situazione speciale dei rifugiati riconosciuti e delle persone ammesse provvisoriamente.
Si tratta quindi di un rilevante e complesso quadro di stuazioni settoriali per le quali vengono memzionate cause e fatti che possono facilitare i livelli di integrazione. Si esaminano anche i cosiddetti gruppi a rischio maggiormente colpiti e se ne illustrano i provvedimenti in corso, gli sforzi consentiti e l' ulteriore necessità d' intervento.Questa parte rappresenta ,per operatori di settori e gruppi etnici, un valevole contributo alle conoscenze ed alla possibilità di approfondire le tipologie integrative nei diversi settori,possibilità che finora si era manifestata solo occasionalmente e, soltanto , per alcuni ambiti .
La terza parte è dedicata alle conclusioni che riguardano i temi centrali dell' integrazione.Vengono presentate le necessità d' intervento ritenute prioritarie nell' ottica del DFGP e vengono proposte misure concrete nei diversi settori. Esse concernono da un lato provvedimenti di competenza del DFGP o dell' UFM ,applicabili direttamente, e dall' altro possibili provvedimenti di competenza di altri servizi,realizzabili grazie alla cooperazione del DFGP con altri servizi federali e con terzi. Interessanti risultano gli interventi proposti per la formazione scolastica e professionale,per la partecipazione alla vita sociale e per il settore lingua,in particolare per i cosiddetti gruppi a rischio . l' UFM propone sotto forma di progetti le misure di promuovimento destinate ai rifugiati riconosciuti ed alle persone ammesse provvisoriamente,in modo da meglio finalizzare tali interventi all 'integrazione sul mercato del lavoro. viga

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